CESARE LANZA, UN CALDO AUTUNNO
Dopo il libro, cerca talenti sconosciuti





di Rossella Ivone


Giornalista, autore televisivo, regista e pure romanziere: Cesare Lanza è infaticabile e non smette di creare. Del resto, come spesso ha sottolineato, ama "troppo" la vita per restare fermo. La sua ultima fatica è "Caldo Argento", un libro in cui racconta una faccia sconosciuta e torbida di Milano. Siamo partiti da questo per una chiacchierata con lui e per conoscere i suoi nuovi progetti.
"Caldo Argento" descrive la Capitale morale d'Italia negli anni '70, in chiave scandalosa. Quanto c’è di invenzione e quanto di verità? E perchè tanti anni per scriverlo?

La prima stesura è della metà degli anni settanta, quando dirigevo il Corriere d’Informazione. Pubblicai in modo dimesso, firmando come "anonimo", per pudore: personaggi ed episodi erano riconoscibili, l’ispirazione era tratta direttamente dalla società che frequentavo. Dopo trent’anni, questo problema non esiste più, e poi ho riscritto e cambiato molte cose.
Chi si nasconde dietro Silvia, la protagonista disinibita del romanzo?

Silvia, la protagonista, e una sua amica coprotagonista del mio romanzo, erano considerate all’epoca le due donne più belle, affascinanti e desiderabili di Milano. Non posso dire niente di più.

Quanto è cambiata a suo avviso Milano in questi anni? Tornerebbe ad abitarci?

Ho un giudizio molto severo sulla Milano degli anni settanta. C’era una fascia dominante (altissima e ricchissima borghesia) che avrebbe potuto fare molto per cambiare una società stravolta da rapimenti, attentati terroristici, criminalità dilagante, crisi della lira e la confusione di una classe politica alla ricerca dell’ambiguo e mai abbastanza vituperato “compromesso storico”: invece non ha mosso un dito, rinchiudendosi nei salotti e difendendo i forzieri di famiglia. Oggi le cose sono molto cambiate, sotto la guida lungimirante e moderna di Letizia Moratti.

A cosa si ispira il titolo?

Di argento sono i capelli di Silvia, che non vuole tingersi ed è bella anche a una certa età… “Caldo” è il suo temperamento passionale, smanioso di curiosità e privo di complessi e pregiudizi. Il sottotitolo potrebbe essere questo: si può amare a qualsiasi età!

La pubblicazione del romanzo dimostra che è davvero instancabile. Quali sono i prossimi progetti autunnali?

Ho fondato a Roma un’Accademia – si chiama "Studio 254" – con corsi di giornalismo e di spettacolo (autori e sceneggiatori, recitazione, musica e canto, regia, scenografia… perfino un corso di psicologia per guardarsi dalle inevitabili altalene di successi e insuccessi) aperti a tutti, senza problema di titoli di studio o di età: cerco talenti sconosciuti. Chi è interessato può contattarmi al mio indirizzo email:
cesare@lamescolanza.com oppure scrivermi a via Monte Zebio 28, 00195 Roma.


Su Libero è apparsa una cronaca molto dettagliata e curiosa dell'esperienza dell'infarto, che ha vissuto due mesi fa. Quanto l'ha cambiata?

Mi sento più forte di prima, soprattutto psicologicamente. E ho una sola terapia, forse insolita: leggere, scrivere e lavorare, lavorare, lavorare.


TGCOM, 25-09-08

 







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